WOLF’S RAIN DVD 10

Possono un lupo e un fiore amarsi e cercare il luogo in cui potersi amare, senza mai trovarlo perché questo luogo non esiste; morire e rinascere e incontrarsi di nuovo perché sono destinati, perché finalmente hanno la stessa forma e il mondo è il luogo in cui possono amarsi?
Signori la risposta è SI.

Non ve lo posso racconatre. è troppo doloroso, ma è semplicemente stupendo. un capolavoro. La serie più bella e più intensa che io abbia mai visto.

HO PERSO LE PAROLE

Ho bisogno di un titolo per il cap 5. Qualcosa che abbia a che fare con la meccanica, gli ingranaggi, gli orologi, qualcosa di perfetto, di preciso… Oppure i motori, la forza motrice…
Dunque: 01 era GABBIE, che sono quella di lei, che è tutta emotiva, e quella di lui che invece è reale, lui dalla Siberia non se ne può andare – 02 era PREDATORI, che sono i sicari dell’AGC, ma anche loro che si difendono – 03 era PRIGIONIERI, riferito solo in parte a Sergj e Misha, perché i prigionieri a cui mi riferivo sono legati al discorso di Alex e poi a lei che è prigioniera del passato – 04 era MIGRAZIONI, non tanto perché Alex e Ania partono, ma perché c’è qualcosa che si sposta in questo cap, e infine il cap 06 che intitolerà CARDELLINI, perché sono rumorosi e operosi (o almeno lo sono nella mia fantasia).
Ma il cap 05? il viaggio, lo spostamento, il tempo che scorre… Il contrasto, il conflitto…
Aiuto… Ce l’ho, da qualche parte nella mia testa c’è quella parola che riassume tutto, ma proprio non mi viene!

UNA GIORNATA DA DELIRIO, UN DELIRIO DI GIORNATA

La mattinata in realtà è stata abbastanza tranquilla, ho scritto per lo più. Poi vado a prendere il treno… e nei quattro sedili oltre quelli in cui mi son seduta c’è un signore diciamo arabo, tanto per intenderci. Ebbene, voi dovete sapere che io in treno non è che tengo il volume delle cuffie a un livello normale, no al massimo perché in treno c’è sempre troppo casino e io voglio pensare ai fatti miei. Eppure sto qua riuscivo a sentirlo: batteva il coperchio della spazzatura come se fosse un tamburo e cantava, non canticchiava, cantava ad alta voce… tanto nessuno capiva. Gallarate-Rho con i miei poveri Imogen disturbati da questo tizio.
Prendo la metro, prendo il tram, vado a lezione… ci spostiamo, io e le mie compagne, in un posto diverso dal solito: non lo avessimo mai fatto. Dietro di me due oche: chi? Cosa? Può ripetere?
Non capiva un tubo di quello che la prof spiegava, volevano scr tutto e le chiedevano i nomi dei filosofi che tanto due secondi dopo si potevano comodamente leggere sulle diapositive. E pretendevano che lei ripetesse pari pari i ragionamenti. Che palle!!!
Vabbè, saliamo sul tram, facciamo sì e no 150 metri: INCIDENTE. No, non noi col tram, ma un tizio aveva fatto un incidente e c’era il furgoncino proprio bello piazzato sulle rotaie, così noi bloccati. Non so se avete presente, ma i binari del tram sono belle piazzati in mezzo alla strada: a sinistra le macchine non potevano passare, ma a destra sì, anche perché poco più avanti c’è un distributore col parcheggio bello ampio e aggiravano il semaforo. A un certo punto da dietro arriva un pullman: non passerà mica? E invece il pazzo passa, tocca il tram con lo specchietto, ma non si arrende, apre il finestrino, fa rientrare lo specchietto e va avanti, ci supera e prosegue per la sua strada. Ok, il tempo passa, noi abbiamo tutte e tre dei treni da prendere. Che facciamo? Comincia la lista delle possibilità per arrivare alla più vicina stazione della metro (il posto dove ero a far lezione è come si dice in culo ai lupi). Prendiamo una decisione, scendiamo e il tizio dell’incidente risale in auto. Di corsa di nuovo sul tram.
Arrivo finalmente sul treno, mi siedo, attacco le mie cuffiette a volume massimo… dietro di me si siede un tizio: MILANO-GALLARATE telefonata di lavoro non stop!!! Parlava di robe di tasse, cose finanziarie… cavolo, ma erano le 19.00, dico le 19.00, stacca e dì al coglione dall’altra parte che ne riparlate domani in ufficio. No, tutto il viaggio con questo che ad alta voce, nelle mie orecchie diceva: no a pagina 11…a pagina 19… s guardi qui…se calcoli di là.
A parte che il coglione dall’altra parte alla frase “ho perso il treno” e “sono sul treno” avrebbe dovuto capire, ma vabbè…
Insomma sto qua s’è fatto tutto il viaggio così, ma il momento migliore è stato quando GLI è SQUILLSTO UN SECONDO CELLULARE e lui….HA RISPOSTO!!! Dio!!! Ma non rispondere idiota, già stai a parlà con uno che vuole sapere di come si salva il mondo, ma tu non hai i moduli, almeno all’altro telefono non rispondere. E io non lo vedevo, ma me lo immaginavo con due telefoni alle orecchie e mi scappava da ridere, ma non potevo perché avevo una signora che leggeva di fronte a me…
Che roba! Poi a gallarate si alza… io pure, lo guardo e mi trattengo miracolosamente dal ridere, dell’IRAP e dell’IRPEF; ovviamente non di lui che non sapeva cosa dire all’altro perché “sono le 20.00 mi scoccia chiamarlo adesso”. E lui aveva in una mano 3000 pacchetti dei negozi di via Monte Napoleone, tipo Todd’s, Prada e simili, incastrato tra l’orecchia e la spalla il cellulare e con l’altra mano voleva aprire la porta del treno.
Voi direte: gli avrai dato una mano.
No. Ho aspettato che aprisse la porta.
Cmq io sono scesa dal treno, sono uscita dalla stazione, ho attraversato la strada…lui pure e stava ancora parlando al telefono.
Un pazzo!!!

I CONSIGLI DI ZIA SAM

Accidenti! Davvero senza Sam che butta lì le domande, così, non so cosa farei. L’altro giorno mi lascia un “o no?” relativo al fatto che Andrej abbia più o meno chiuso la storia con la sua ex (il che a scatenato l’ideazione di una scenetta divertente, ma anche importante per capire alcune cose di lui e di quello che accadrà a un certo punto della storia) e questa mattina mi scrive “pensa se gli si bucasse una gomma”. Io ci penso, mi metto le mani nei capelli, abbandono l’idea perché vedo già sangue sull’asfalto, ma l’idea non mi lascia, non vuole lasciarmi, non mi abbandona…così ci ragiono durante l’ora di storia e della stampa e continuo a pensarci durante il corso di scrittura. Per la miseria, l’idea è dannatamente buona! Sì, perché avevo bisogno di movimentare il cap (scambio forzato di aiuto e sosta in hotel di terz’ordine a parte), ma spt perché non incontrando “pericoli” l’azione deve nascere da loro due che viaggiano. E così ho continuato a pensare e a pensare, e la scena si è creta da sé nella mia testa (premetto: nessuno dei due ha la più pallida idea di come si cambi una gomma, quindi io ho passato il giorno a domandarmi cosa avrebbero fatto in una situazione del genere e come ne sarebbero usciti, anche perché nemmeno a farlo apposta – ma è la telepatia mia e di Sam che torna a funzionare – poco prima di partire discutono dell’eventualità che si buchi una gomma!) ed fantastica perché mi serve benissimo per spiegare il rapporto tra Dani e la sua natura prima dell’ingresso di Sergj sulla scena.

Grazie SAM! Super fantastica Sam!

Con tutto questo non voglio sminuire affatto i consigli di KHOR che mi ha buttato lì anche lei un paio di idee assolutamente geniali! GRAZIE ANCHE A TE!

EVVIVA LE MIE SOCIE!

NEOLOGISMI

Kalostissimo

Piovrare

Rotondeggiare, verbo transitivo/intrnsitivo, passivo/attivo, col significato di “fare una rotonda”, cioè o costruire materialmente una rotonda oppure immettersi in una rotonda con un mezzo di locomozione. A proprosito di rotonde: uovonda, rotonda a forma di uovo (giuro che l’ho vista con questi occhi), e peronda, rotonda a forma di pera (vista anche questa).

Oh, cavolo, non me ne vengono in mente altri, ma rimedierò.

HO BISOGNO DI UNA CURA DI FOSFORO

Decisamente. Mi capita sempre più spesso di scrivere mentalmente delle scene, spt dei dialoghi, perfetti e di dimenticarli quando mi trovo di fronte al foglio bianco. Ieri, dopo aver visto Gaia, sono stata fino alle 3.00 a lavorare sul cap3, ma non c’è stato verso, non sono riuscita a farlo venire come volevo. Oggi ero decisa ad affrontare la sistemazione del cap17 di M&O, ma ho dovuto rinunciare (un pò perchè il cambio dell’ora mi ha sballato tutti i bioritmi: mi sono alzata a mezzogiorno – cosa che non faccio mai – e ho mangiato alle 14.00). Ho passato il pomeriggio a imprecare contro quel cap che non voleva assumere la profondità di quando l’ho pensato, l’ho letto e riletto. L’ho ripensato. Ho provato di tutto, ma nulla: quei dialoghi continuano a farmi schifo. Ho riletto tutta la scheda di Dani per vedere se riuscivo a cavare il classico ragno dal buco, ma nulla. Se mi aveste parlato nell’orecchio oggi avreste sentito l’eco. Che palle!!! Basta, adesso cazzeggio per un pò e magari stanotte faccio altro… dormire magari, visto che domani alle 6.00 mi devo alzare. Ma quanto ci scommettete che l’idea giusta mi verrà domani sul treno quando non potrò scriverla?